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Se la droga fosse una caramella

Da bambino mi dicevano di non accettare caramelle da estranei perché erano drogate.
Crescendo ho avuto dei dubbi sul perché delle persone avrebbero dovuto drogare dei bambini - forse erano persone crudelissime, come il Mago Sabbiolino, che ai bambini che non dormono va nelle loro case, getta della sabbia nei loro occhi finché questi cominciano a sanguinare e ad uscire dalle orbite, poi prende gli occhi e li porta ai suoi figli perché si nutrano.

Il secondo dubbio era: "perché queste persone dovrebbero dare della droga gratis, quando questa costa molto?" A dei bambini, per giunta, che chissà come farebbero in seguito a trovare i soldi per comperarsi la droga.

Infine, il terzo dubbio, era che a me, sinceramente, nessun estraneo aveva mai offerto una caramella.
In seguito ho sentito parlare tanto della droga dai mass-media, però non ho mai sentito dire cosa fosse effettivamente la droga. Si parlava della droga in senso generico, così come "il drogato" era una persona che faceva "uso di droga", quale droga, pochi lo specificavano.

Poi mi sono accorto che per vino, birra e super-alcolici, non si parlava mai di droga (anche se legale). Tanto meno del caffè (altra droga legale), che per noi italiani è quasi un orgoglio nazionale. Eppure Bugno, qualche anno fa, è stato escluso dalle competizioni ciclistiche perché nel suo sangue sono state riscontrate percentuali di caffeina superiori al consentito.

Con gli anni novanta la figura del "tossico" che "si fa in vena" una dose di eroina è andata assumendo connotazioni negative, anche in riferimento alla tendenza edonistica del culto del proprio corpo e della propria forma fisica (avete visto quella pubblicità per la donazione del sangue dove si legge la frase "mio figlio si buca" o "i miei genitori si bucano"? Dieci anni fa questa pubblicità sarebbe stata improponibile). Nessun diciottenne oggi si farebbe "una pera", cioè si forerebbe un braccio per iniettarsi in vena il malefico principio attivo. Sa che di lì a poco perderebbe denti, capelli, forma fisica, e magari si ritroverebbe anche con l'AIDS. Perciò sono nate (costruite dai drugs designer) le pasticche di ecstasy. Non occorre bucarsi un braccio, basta ingerirle ("calarle") e sei a posto. Hanno effetti eccitanti sul sistema nervoso centrale (sei più dinamico, pieno d'energia, etc.) e non sembrano nemmeno droga: sono pastigliette colorate dai nomi simpatici!

Leggete dunque i due miei scritti: uno sulla droga in genere, l'altro sull' ecstasy.
Per contestualizzare il fenomerno drogra non potevo, infine, esimermi dal trattare una breve e succinta storia delle droghe.

Buona Lettura.


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  Premessa
Definizione
Quali droghe?
Caratteristiche
Ecstasy
Good Nytol
Nomi dell'ecstasy
Droghe anni '90
Effetti dell'ecstasy
EMCDDA

Storia delle droghe

Introduzione
Antichità
Mondo greco
Mondo romano
Mondo islamico
Caccia alle streghe
Il tabacco
Guerra dell'oppio
I principi attivi
La soppressione
Il Novecento
Psichedelia
Coca e cannabis
Anni '80 e '90
Conclusione
Bibliografia


   
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