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Il mondo greco
Con la civiltà greca la droga non viene più considerata dono della divinità, ma bensì una sostanza le cui proprietà possono cambiare lo stato fisico e mentale di una persona (Corpus hippocraticum). Il termine che indica la droga è «Phármakon», e tra le droghe più utilizzate il primo posto spetta all’oppio. Esso viene citato da Teofrasto (discepolo diretto di Aristotele), Nicandro di Colofone (vissuto intorno al II secolo a.C.), Eraclito di Taranto (medico di Filippo, padre di Alessandro Magno), Erodoto, Galeno. L’oppio veniva prescritto per calmare ogni tipo di dolore. Tra le droghe che non vantavano di una grande considerazione presso i greci vi era il vino. Nelle sue Leggi, Platone vorrebbe proibirlo fino ai 18 anni, e assumerlo con misura fino ai trenta. L’ubriacatura viene concessa da Platone ai soli anziani, come farmaco per contrastare il rigore della vecchiaia. |
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