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| FENOMENOLOGIA
DELL'iPOD
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| 1.
Introduzione Uno dei successi internazionali firmati Apple è stato - ed è tutt’ora - l’iPod. Il successo commerciale di questo lettore MP3 portatile ha superato il mero dato economico per diventare soprattutto un fenomeno sociale, una tendenza, un oggetto trendy. In questo breve scritto cercherò di far luce sulle sue caratteristiche di spicco, che lo differenziano dagli altri lettori MP3, e che hanno contribuito - in tutto o in parte - al suo successo. |
2.
Numeri L’iPod ha “stravenduto”. Sul sito Business OnLine leggo che “Si è trattato del nono mese consecutivo di aumento sequenziale delle consegne di iPod, che hanno pesato per il 31% del fatturato complessivo del trimestre”. E ancora: “Apple è iPod-dipendente, i dati sulle vendite parlano chiaro: nel secondo trimestre 2005 i PC Macintosh registrano un aumento del 43%, lontano anni luce dal +558% registrato dai lettori digitali. Sono stati venduti 5,31 milioni di iPod, che hanno pesato per il 31% sul fatturato di Apple.” Su Repubblica non è difficile trovare articoli sull’iPod e sulle sue percentuali di crescita economica: “La compagnia di Cupertino ha venduto nel 2005 poco più di 32 milioni di lettori musicali, pari a una media di 1 al secondo.” Potrei continuare, ma il concetto è chiaro: l’iPod ha stravenduto. |
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3. Etimologia del nome In inglese la parola “pod” e il verbo “to pod” hanno vari significati. Vediamone alcuni. In botanica “pod” sta per guscio, mentre in zoologia il termine indica un piccolo branco di foche o balene, oppure un piccolo stormo di uccelli. In questa accezzione il verbo “to pod” significa “far riunire (foche, balene, uccelli) in un gruppo, spingere in branco” (Dizionario Garzanti Hazon Italiano-Inglese Inglese-Italiano, Garzanti, Milano 1999). La definizione più accettabile riferita al nostro iPod è sicuramente quella che indica un “guscio”: possiamo pensare all’iPod come ad un guscio all’interno del quale viene protetta la tecnologia e tutti i nostri file personali (musica, foto, documenti). Ma di queste prime definizioni non sono affatto soddisfatto. Provo dunque a cercare altrove e scopro una parola che forse ha qualche attinenza con il nostro oggetto tecnologico. La parola è “podometro”. Un po’ antica e inconsueta, il cui significato è “strumento che misura il piede del cavallo per la ferratura” (Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, Edizione Speciale Utet, Torino 1993). L’iPod non ha nulla a che fare con i cavalli e tantomento con la ferratura, ma “podo-”, “-podo” o “-pode” sono elementi di parole composte (es. podologia, podista, podocarpo, apodo, decapode, tripode) di derivazione greca (póus podós ‘piede’). Sono convinto che gli amici di Cupertino si siano ispirati alla lingua greca per trovare il nome al fortunato lettore MP3. Del resto anche le pubblicità dell’iPod sembrerebbero confermare questa interpretazione del nome. Legato al Digital Life Style, l’iPod veniva rappresentato in mano a persone in movimento. L’iPod rimpiazza il vecchio e amato walk-man (uomo che cammina) con la differenza che oltre alla musica l’iPod può contenere filmati, foto, testi e documenti vari. Lo si porta sempre con sé dovunque si vada e con qualsiasi mezzo: a piedi, in bicicletta, in treno, in autobus, in metropolitana, in automobile, in scooter (vedi il punto 6). Chiarito dunque il significato del nome non mi resta che augurarvi una bella e sana passeggiata in compagnia del vostro iPod. |
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4. Invisibilità della tecnologia: la tecnologia nascosta Tasti, bottoni, prese per l’alimentazione, attacchi per ulteriori accessori vengono nascosti da un design pulito, semplice, fatto di forme solide elementari - un parallelepipedo con i bordi arrotondati. Se non sapessimo già che si tratta dell’iPod forse saremmo tentati di pensare che questo oggetto sia qualcosa di diverso da un lettore MP3. Vorrei farvi l’esempio di un altro marchio famoso che si distingue per il design pulito e per aver creato oggetti tutt’oggi di culto: Brionvega. Brionvega costruisce radio e televisori. Guardate la radio “Cubo”, di Brionvega (qui a fianco sulla sinistra). Tecnologia non particolarmente “new”, ma ancora ricercata (il prezzo di questa radio, che ho visto in un negozio a Treviso, era di 200,00 euro). Anche in questo caso la tecnologia non si vede. Il cubo si chiude e nessuno - che già non la conosce - potrebbe pensare che si tratta di una radio. Quando la si apre si capisce che si tratta di una radio, ma i suoi componenti visibili sono comunque ridotti al minimo: cassa, pulsante di accensione/spegnimento, sintonizzatore, volume. Provate adesso voi, mentre fate shopping o una semplice passeggiata per i centri storici della vostra città, a buttare lo sguardo nelle vetrine e a trovare prodotti con queste caratteristiche (vi dò un aiuto: Bang&Olufsen). Abbiamo quindi trovato una caratteristica che ha contribuito a fare dell’iPod un oggetto di culto (ricercato, amato, desiderato): nasconderne la tecnologia e renderlo percettivamente semplice, tanto da farne dimenticare la funzione e da farlo sembrare qualcos'altro (un oggetto di design, cioè una forma bella. Avete mai sentito questa frase: «Bello! Che cos'é?»). Per concludere vorrei farvi notare che i pulsanti per selezionare le varie voci del menu sono inscritte all’interno di un cerchio: una forma semplice, fondante, familiare, che non disturba la nostra percezione ma allo stesso tempo sottolinea in maniera pacata - direi che quasi ci sussurra - l’importanza di quei tasti che servono per scorrere le varie voci di menu. E anche in questi tasti l’informazione non è ridondante ma minima: delle icone il cui significato è entrato da tempo nel nostro vocabolario visivo (sono le classiche frecce presenti, ad esempio, nei videoregistratori). Lo sforzo cognitivo per associare quella icona a quella funziona è ridotto al minimo. ![]() |
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5. Chi lo imita/copia... Quando un prodotto è di successo potete star sicuri che nel breve periodo vedrete sempre più circolare delle copie. Così è stato per l’iPod. Tra gli imitatori basti citare il caso di Creative modello Zen (Apple ha aperto una causa contro la Creative), che produce dei lettori MP3 molto simili al nostro ma, per così dire, un po’ goffi - questa la mia prima impressione. Nel confronto con l’iPod il lettore Creative Zen sembra essere un pochino più “grasso”, più corpulento forse e, permettetelo, più impacciato. Ma a parte la campagna contro l'iPod la Sandisk ha prodotto un lettore MP3 che copia senza un minimo di originalità il nostro lettore Apple: mi riferisco al Sansa E200. Invece di sprecare energie in campagne anti- la Sandisk poteva sforzarsi di più nel produrre un lettore diverso e, magari, migliore dell'iPod. |
Chi lo detesta... Alla fama si contrappone poi l’invidia. Addirittura l’odio. Uno dei motti che inglobo nella mia filosofia quotidiana è «vivi e lascia vivere». Arrabbiarsi fa male al fegato. Non ti piace l’iPod? Non comperarlo. Siamo abbastanza liberi per fare certe scelte. Eppure qualcuno l’iPod proprio non lo digerisce. Ho trovato nel web questo sito di internauti che odiano l’iPod (senza l’iPod chi odierebbero?): http://www.anti-ipod.co.uk/ Anche la SanDisk lancia una i-Pod-Hate Campaign. Se siete interessati visitate il sito: http://www.idont.com/ |
Chi lo combatte... Infine gli avversari: Microsoft. In accordo con MTV ha lanciato URGE, un music store simile a iTunes Music Store dove gli utenti potranno acquistare le canzoni che preferiscono a 99 centesimi di dollaro (lo stesso prezzo di iTunes Music Store). Il problema è che il servizio non solo non è compatibile con il Mac, ma nemmeno con l’iPod. Dunque, chi possiede un iPod (circa 40 milioni di persone - fonte: MacWorld, Luglio-Agosto 2006) non potrà acquistare musica su URGE - a meno di non cambiare lettore MP3! |
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6. iPod in auto... e nello scooter Un oggetto di design così bello come l’iPod non poteva non far gola ai produttori di automobili. Non solo esistono in commercio una serie di adattatori per collegare l’iPod all’autoradio della propria macchina (vedi ad es. http://www.alpine-europe.com; http://www.kenwood.it; http://www.clarion-ue.com/it; http://www.scosche.it; http://www.adl.it, etc. confronta anche nel sito della Apple), ma sono le stesse case automobilistiche (AlfaRomeo, Ferrari, Volvo, BMW, Nissan, General Motor, Volkswagen, etc. Per una panoramica delle automobili con iPod vedi la sezione del sito della Apple dedicata all'argomento) a integrare gli stereo di serie con adattatori per iPod, adeguandosi alle tendenze del gusto e della tecnologia e dimostrando - cosa non da poco - di essere al passo con i tempi. E gli scooter? Fate una visita al sito di ScooterWorks e vedrete come gli amanti delle due ruote possono portarsi l’iPod e ascoltare musica in sella alla loro moto. |
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6. Conclusione: prima di comperare qualcosa ti sei mai chiesto se ne hai veramente bisogno? Quando me le ascolto 1.000 canzoni? Quali canzoni scelgo? Quanto tempo potrei impiegare a scegliere e poi ad ascoltare 1.000 o più canzoni? Io l’iPod non me lo sono comperato. Non saprei cosa farmene. Inoltre la qualità del suono, rispetto ad un bell’impianto hi-fi è decisamente inferiore. Poi quando cammino mi piace sentire il rumore dell’ambiente, soprattutto in montagna o al mare. In treno preferisco leggere un libro piuttosto che ascoltare musica. Infine ho ancora il mio walk-man analogico, che funziona bene e ha anche la radio. Il lettore MP3 della Apple è bellissimo, sia chiaro. Ma non credo proprio di comperarlo. Non ne ho realmente bisogno. |
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